Quando qualcuno, che mi conosce poco, mi chiede come sono riuscito a coltivare le mie passioni uso dire che nella vita ho sopportato, subito, ingoiato rospi più grandi di me ( come tutti i bipedi, del resto! )...ma non ho mai mollato sulle passioni...magari sono passioni sui generis come storia, geografia, musica d'an...tan...cose fuori moda ormai...e poi la passione x l'altrove...magari stando pure seduto in poltrona...l'altrove è una forma mentis prima che un muoversi verso, in o dentro...Il merito, x l'altrove, va alle palline di gomma colorata: questa, le mie figlie l'hanno numerata col 15...so di ripetermi, ma siamo in Palestina e 'sta cosa x me e stata la folgorazione sulla via di Damasco, non mi ha momentaneamente accecato, ma mia aperto gli occhi x sempre! Dopo quest'enfasi da patriarca...passo a raccontare la numero 15 detta "delle palline "...Avevo sette anni quando, in un bar-latteria presso casa, installarono un piccolo baracchino di plastica...infilavi dieci lire, giravi una manopola e, da un buco, usciva fuori una pallina di gomma da masticare dal colore violento...la paura degli additivi è arrivata due decenni dopo...Sulla destra, da una fessura lunga e stretta usciva un cartoncino: ogni " figurina " rappresentava un paese del mondo, aveva un lato stampato con la fonetica dello stato e, sotto tutti i dati statistici utili. L'altro lato era colorato: un ambiente fisico, una figura tipica e altri segni identificativi. Le figurine, come quelle del famoso concorso Perugina d'anteguerra, avevano una loro scala di rarità che veniva evidenziata dal nome dello stato scritto -in basso a destra - in stampatello + o - grassettato...la collezione completa arrivava a cento...restituendo l'album sulle quali si potevano attaccare potevi avre in omaggio un pallone da calcio. Molti miei amici si consorziarono x raggiungere in fretta il pallone da calcio, io mi innamorai follemente della collezione...già tarato allora,ah,ah,ah! Tutta questa storia minima x arrivare alla figurina di Israele, una delle poche che ancora ho davanti agli occhi... Immagine piuttosto oleografica...Sulla parte illustrata del cartoncino c'erano due colori dominanti: il blu tenue del cielo e il giallo del terreno, sullo sfondo due palme ed una casa a cubo con cupoletta; in primo piano una donna velata ma a viso scoperto, un viso chiaro...omaggio agli ebrei askenaziti, evidentemente...sulla testa la signora, anzi, signorina xchè era molto giovane...portava una brocca che si supponeva contenere acqua raccolta alla fonte...segno inequivocabile dell'aridità della zona...Finalmente sono arrivato al dunque...l'acqua, problema di tutto il Medio Oriente, ma non della Galilea. Yam Kinneret, ovvero la distesa d'acque dell'arpa...così nella Bibbia veniva indicato lo specchio d'acque dolci + importante di Palestina, situato in Galilea, alludendo alla sua forma di strumento musicale...pura poesia se pensiamo che, da sempre, qui si è combattuto x appropriarsi dei terreni fertili e che le alture del Golan, che delimitano il lago a nord-est, conquistate dagli Israeliani nel 1967, sono aride...ma non vengono restituite alla Siria xchè i possibili missili degli Arabi andrebbero a colpire la parte più ricca e fertile dello Stato! Il bacino lacustre è conosciuto pure come lago di Tiberiade, Genezareth o mare di Galilea, ha come immissario il Giordano ed vasto vasto circa 170 km2 e profondo una quarantina.... canali d'irrigazione, idrovore e normale consumo ne hanno fatto già abbassare il livello di alcuni metri...Oltre i Siriani che rivendicano il Golan, pure i Giordani si lamentano che le acque del Giordano, in uscita..." non sono più quelle di una volta " e si sa quanta sete abbiano Giordania e Palestina...ma l'etica dell'acqua ci porterebbe distante...Sulle rive di questo lago è passata tanta storia da riempire volumi e l'immaginario collettivo trova qui possibilità di sfamarsi e pure di fare sci d'acqua...altrove avranno sete, ma la verde campagna intorno, i campi coltivati con cura, le vestigia storiche e i giardini fioriti ce lo fanno dimenticare x un po'...Paesaggio splendido, molto " italiano ", dolce, incantevole...I resti del passato innumerevoli...basta citare Megiddo e Cafarnao e pure Tiberiade, i luoghi di pellegrinaggio verso la storia di Gesù Cristo, invece, piuttosto recenti, ma documentati da scavi che ne attestano l'autenticità e immersi in un verde ruffiano ed accattivante...Gesù ha proprio scelto un bel posto x scendere fra i bipedi comuni! Ho apprezzato il promontorio a giardino del complesso delle Beatitudini, così come le chiese di Tabga ( Moltiplicazione dei pani, con splendidi mosaici ) e del Primato, in posizione di sogno riva lago, ma pure i resti del palazzo del califfo El Walid a Hurbat Minnim. Cafarnao, ove Gesù passò la giovinezza, l'ho visitata sotto la canicola del mezzogiorno...Posto emozionante perchè di scavo recente in quanto, dopo la conquista romana, era andato completamente perduto...peccato x per i troppi turisti invadenti che stridono con la serenità decadente del posto e, soprattutto, x la basilica che racchiude la casa di Pietro ( resti di una sinagoga con splendidi mosaici )...tanto x restare in tema di trascendente... somiglia all'idea di una bruttissima astronave extraterrestre! Un'altra disillusione è arrivata, dopo l'attraversata del lago...Arrivati alla base del Golan si doveva pranzare in un kibbutz, fondato dai primi coloni ebrei giunti in Palestina...un'epopea che ancora impregna la mia testa...qui tutto era collettivo, era un posto di duri e puri...ho trovato u'attrezzatisima localita' turistica! Brrrr...sic transit gloria mundi...avrei voluto fuggire, deluso e sconsolato...ma potevo farlo solo camminando sulle acque e predicando in aramaico...e non sono proprio in grado di fare ne una cosa ne l'altra!